Nocciole: prodotto TMO = ciofeca

Data notizia: 10 febbraio 2012 venerdi ore 19:00 (Anadolu Ajansı) 10.02.2012 19:00 [3350945]

TMO’nun Deposundaki Fındık


LE NOCCIOLE IMMAGAZZINATE DALLA TMO

 

IL PROF. TURAN KARADENIZ DELLA FACOLTA’ D’AGRARIA DELL’UNIVERSITA DI ORDU HA RILASCIATO LE SEGUENTI DICHIARAZIONI: “SE LE NOCCIOLE STOCCATE DALLLA TMO SONO MANTENUTE IN DEPOSITI UMIDI O NON AREATI O TROPPO CALDI, IL PRODOTTO CAMBIA SAPORE E PARTICOLARITA’ DOPO UN ANNO”. Il professore ha continuato l’intervista in un certo senso accusando la TMO di non aver effettuato un controllo sul prodotto prima di essere posto in vendita. Ci fa sapere che i depositi TMO non sono ne frigoriferi ne a controllo atmosferico. Quindi ha asserito che la frutta a guscio duro può essere mantenuta per un anno, ma dopo tale periodo l’olio, le proteine e l‘acidità in esse contenuti cambiano le loro proprietà di fragranza e rendono il prodotto “ossidato”: “Noi non abbiamo fatto ricerche sulle nocciole stoccate dalla TMO però è certo che dopo 4 o 5 anni il prodotto cambia le proprieta’ fisiche. Anche miscelandole con quelle buone producono un prodotto a retrogusto amaro. Ovviamente occorre valorizzare anche tali nocciole spremendole e raffinando l’olio da loro prodotto. Quando le nocciole presentano tracce di muffa occorre dichiararle non commestibili!”.   

- Ordu

Beh, la notizia per qualche italiano che sappiamo per certo che ha prodotto semilavorati con tali nocciole in Turchia si è visto costretto a non importarlo giustamente in Italia, non solo per vergogna ma anche perché sicuramente sarebbe stati rifiutato alle dogane dopo eventuale superficiale controllo (bastava l’odore di stantio per respingere il prodotto senza procedere ad ulteriori analisi), è arrivata in ritardo. Pero’, tutti sanno che dalle nocciole 2008 si possono ottenere meravigliosi vermi dopo una sommaria lavorazione, e questo che voleva fare: la verminella? Se Ozer, il presidente della Camera Agricola di Giresun, vuol portare veramente avanti la sua battaglia contro la flessione del prezzo delle nocciole e fara’ i nomi di coloro che hanno comprato e lavorato le nocciole 2008, lo scandalo avra’ grandi proporzioni sia in Turchia che in Europa. Per questo pensiamo, come abbiamo gia’ affermato, che difficilmente verrà resa nota la lista dei “Verminatori”.  Ci meravigliamo del fatto che alcuni operatori europei sono cosi’ grulli (o volpi) da pensare che con tali nocciole si possa produrre un qualsiasi prodotto commestibile. A questo pro, vogliamo ricordare due avvenimenti di cui non stiamo a specificare ne la data degli avvenimenti ne gli autori, tuttavia fatti inscritti nei tribunali turchi di cui conosciamo gli estremi di protocollo ed arrivati a sentenza definitiva: 1) contenitore arrivato dall’Italia con residui di lavorazione corilicola infestata da vermi e rimasta a lungo ferma al porto di Izmir senza che il ricevitore lo accettasse, contenitore sequestrato e contenuto bruciato dalle autorità turche; 2) contenitore arrivato al porto di Napoli contenente farina di nocciola risultata residuo di spremitura, prodotto contaminato da aflatossina ed esanato, contenitore respinto in Turchia. Abbiamo capito che la grande industria pretende un prezzo contenuto

del prodotto corilicolo, ma le vie brevi ed illecite non sono da lei ammesse! A quegli operatori che hanno tentato di immettere prodotto deteriorato diciamo che le autorità non dormono, ne in Italia ne in Turchia ne altrove. Le circolari sono appunto circolari, dunque sappiano che il mondo della corilicoltura li controlla e vendendo prodotto contaminato o sospetto le notizie iniziano a circolare dal venditore, arrivando a chi deve controllare. Quante volte turchiamoderna ha detto che bisognava alzare la guardia contro prodotti sospetti, sappiamo che i nostri appelli non sono rimasti lettera morta.

 

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